SCRITTRICE O SCRITTORE?

Una ricerca di genere sulla creatività letteraria

Saggio

Prefazione di Gabriella Imperatori

Padova, Cleup, 2015

In copertina:

I segreti dell’anima. Scultura di Romeo Sandrin.

Il libro è dedicato alla memoria della madre dell’autrice, insegnante Anna Arciero

In Appendice:

Interviste con Gina Lagorio, Francesca Duranti, Grazia Livi, Carla Cerati, Giuliana Berlinguer, Paolo Ruffilli.

 

La condizione della scrittrice nel Seicento. Lucrezia Marinelli, Essortationi alle donne et a gli altri, se a loro saranno a grado, 1645, Capitolo II.


Maria Pia Codato,
Intervista con Daria Martelli,  “Regalare agli uomini libri scritti dalle donne. Provocazione. Daria Martelli suggerisce di coinvolgere l’altro sesso nella cultura di genere: il rischio è l’incomprensione”, Il Gazzettino, Padova Eventi,  27 dicembre 2015.

«Regaliamo agli uomini libri scritti da donne». È la risposta della scrittrice padovana Daria Martelli al direttore della libreria Feltrinelli di Bologna che ha dichiarato di leggere pochi libri al femminile, e li ha esclusi dalla lista di quelli che valgono. Scrittrice di narrativa, di teatro, di saggistica, Daria Martelli sull’argomento ha pubblicato recentemente il saggio «Scrittrice o scrittore? Una ricerca di genere sulla creatività letteraria», edito dalla Cleup, con prefazione di Gabriella Imperatori.

Perché, secondo lei, il pregiudizio sulle donne che scrivono è duro a morire?
«La svalutazione della creatività femminile ha radici antiche. E non bastano le recenti leggi di parità a sradicare secolari pregiudizi sessisti. L’episodio riportato dalla cronaca richiama sorprendentemente quello che scrive Lucrezia Marinelli nel Seicento e che ho riportato nel mio saggio: “i maschi saputi” si rifiutavano di leggere le opere femminili, o le svalutavano, o le attribuivano a una mano maschile, convinti che solo gli uomini fossero dotati di «senno e dottrina».
Dal Seicento ad oggi si è fatto qualche passo avanti?
«La condizione delle scrittrici è connessa a quella di tutte le donne. La rivoluzione culturale degli anni Settanta ha agito profondamente nella società e nella cultura, provocando un cambiamento epocale, anche se permangono molti residui del patriarcato. Oggi le scrittrici hanno una condizione più favorevole rispetto al passato: se non sono lette dagli uomini, possono contare su un numeroso pubblico di lettrici. Sono, inoltre, favorite dal consolidarsi di una nuova critica letteraria al femminile e da un’organizzazione culturale promossa dalle donne».
Propone il suo saggio come strenna per gli uomini?
«Certamente. Bisogna cercare di coinvolgere nella nuova cultura di genere gli uomini che abbiano gli strumenti culturali adeguati. Altrimenti si aggrava l’incomprensione tra i generi. Regaliamo agli uomini le opere al femminile. E, soprattutto, parliamone insieme».
Il saggio sarà presentato il 13 gennaio, alle 18, al ristorante «Banda del Buso», in via Cristofori 13 e successivamente al Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata dell’Università di Padova, in via Beato Pellegrino 28.