TRENT’ANNI DOPO

Romanzo

Guidonia (Roma), Editore Iacobelli, 2021

In copertina:

Tono Zancanaro (1906-1985), Villa veneta, litografia.

Il libro è dedicato alla memoria della madre dell’autrice
insegnante Anna Arciero

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Nicoletta Cozza,
«L’ultimo libro di Daria Martelli. “Trent’anni dopo” nel segno dell’amicizia al femminile», Il Gazzettino,19 dicembre 2021.

(ni.co.) È stato il Veneto, con le sue béllezze e la sua ricchezza culturale, a ispirare l’autrice. Al centro della vicenda c’è una delle ville che costituiscono il patrimonio artistico regionale, riprodotta sulla copertina da una litografia di Tono Zancanaro. La mitica scena di “una madre e una figlia che si cercano, oltrepassando la soglia della morte”, e che sembra rivelare un misterioso messaggio, mettendosi in relazione con i personaggi e con i loro drammi, infatti, preannuncia il contenuto di “Trent’anni dopo” (Iacobelli editore), l’ultimo romanzo di Daria Martelli. Vari sono i temi che, portati dal vissuto dei personaggi, s’intrecciano nella narrazione. «Tra questi – spiega la scrittrice – c’è I’amicizia femminile, che nel nostro tempo è stata assunta nell’universo culturale e simbolico, accanto a quella maschile che tradizionalmente aveva sempre predominato, dalla coppia omerica Achille e Patroclo in poi. Una forma di identificazione lega Marina e Arianna, le protagoniste, fino alla percezione telepatica. Il nucleo tematico più profondo, però, è il legame primario con la vita, I’energia vitale, che è molto forte nella figura dell’intraprendente Diego, mentre è invece debole in altre». «Tra ironie e colpi di scena, dialoghi e descrizioni, – aggiunge – nelle pagine si scandagliano le profondità della psiche e l’ambiguità dell’attrazione sessuale, che è il motore segreto della vicenda. Un tentativo di stupro, per esempio, si conclude con una liberatoria risata della mancata vittima, la quale, più che “saper vivere”, nel senso mondano che l’espressione ha per alcuni personaggi, sa difendersi. E alla fine due punti di vista diversi da quello della voce narrante rendono poliedrica la struttura di un racconto facilmente leggibile». Tra le numerose opere dell’autrice vanno ricordati il dramma “Le streghe”, il precedente romanzo “More veneto” e il saggio storico “Polifonie. Le donne a Venezia nell’età di Moderata Fonte”.