DONNE PERDUTE

Adattamento teatrale di Lettere dalle case chiuse

Prefazione di Milvia Boselli

Introduzione dell’autrice

Note di regia di Renata Cibin

in Appendice:
Documenti

Padova, Cleup, 2012.

 

Renata Cibin, Note di regia, Donne perdute. Adattamento teatrale di Lettere dalle case chiuse, p. 17.

Nella fase di allestimento partecipata e dolorosa per l’impatto quasi tragico che attrici e regista hanno avuto con la materia, si è pensato di introdurre il personaggio di una narratrice che incarni il pensiero della scrittrice,  esponga le citazioni all’inizio di ogni scena, concluda le letture storicizzandole.
I passi tratti dalle lettere vengono distribuiti tra quattro voci narranti che appartengono a quattro caratteri ben definiti:la donna ormai matura, finita, senza speranza e voglia di lotta; la ragazza madre che vede con lucidità il suo sfruttamento ma lo giustifica come necessità; la donna che si vergogna del suo stato ma lo denuncia e ne vede i risvolti ‘sindacali’ e  la ragazza violentata giovanissima e costretta ad allontanarsi dalla prospettiva di vita, anche altolocata, che la famiglia avrebbe potuto garantirle. Quattro vite che escono pian piano dall’isolamento di una condizione vissuta in singola solitudine per approdare ad una solidarietà fattiva e alla consapevolezza che la senatrice potrà cambiare, se non la loro vita, quella di altre.
La sobrietà dei loro vestiti e della scena allude alla loro pulizia interiore,  mentre si precisa, per converso, il degrado della concezione maschile-patriarcale del sesso.
Le musiche classiche e di ispirazione religiosa acuiscono questo contrasto e sublimano un vissuto atroce senza sminuire la volontà di denuncia.
Mirano (VE), 29/02/2012