LE STREGHE

Dramma,

Prefazione di Carlo Vallauri,

Introduzione dell’autrice,

Relazione di Fabrizio Rafanelli, componente della giuria del Premio Nazionale Vallecorsi per il teatro XXXI Edizione,

Nota di regia del regista Filippo Crispo, per la messinscena di Teatro Orazero in collaborazione con Venetoteatro, 1990,

Bozzetto di scena di Maurizio Berti,

Abano Terme PD, Piovan editore, 1990

(seconda edizione ampliata).

Epigrafe posta al testo:

Witchcraft was hung, in History,
But History and I
Find all the Witchcraft that we need
Around us, every Day

La strega fu impiccata, nella storia,
ma la storia e io
troviamo le arti magiche
di cui abbiamo bisogno, giorno dopo giorno.

Emily Dickinson, 1883
(trad. di Gabriella Sobrino)

Il dramma, pur non essendo storico in senso stretto e accogliendo una gran parte di invenzione fantastica, si fonda sulle testimonianze rimaste dei processi per stregoneria. Ma nei documenti si sono cercate soprattutto le tracce di ciò che i persecutori vollero occultare e travisare.
La strega non è quella descritta da una lunga tradizione, bensì la saggia che, depositaria di un sapere trasmesso da una generazione femminile all’altra, cura con le erbe, ma anche con la parola e con i poteri della mente. Attraverso il personaggio di Caterina, l’adolescente scontrosa e ribelle che cerca un modo di essere donna diverso da quello tradizionale, si è data un’interpretazione psicologica e poetica della stregoneria, così come, attraverso la rappresentazione della vita in una piccola comunità contadina del secolo XVI e dei meccanismi spesso inconsci a cui obbediscono le reazioni dei paesani, viene offerta una spiegazione del fenomeno della persecuzione. Ma le oscure profonde verità che la logica teatrale fa affiorare, in un dramma che si svolge contemporaneamente sia in una dimensione pubblica e corale sia nell’intimità degli animi, riguardano con tutta evidenza anche gli individui e la società dei nostri giorni.

“La Zena del dramma ha avuto il potere da Beatrice: questa «era una donna saggia e bella, la più saggia e la più bella… La bruciarono sul prato fuori del paese». Ora si vuole che il potere passi alla candida Caterina, alla quale le streghe prodigano insegnamenti. E intanto l’ombra del processo si allarga, avanza. L’autrice sembra tendere, soprattutto, a mettere in evidenza i meccanismi della colossale impostura, con cui i pochi detentori del potere sviano e placano i molti, offrendo al loro ludibrio vittime inermi e innocenti. Le sequenze processuali divengono incalzanti, anzi il processo appare come il vero «modulo» teatrale sul quale converge tutta l’azione. Teatro storico, dunque, ma modernamente rivisitato; perché occorre prendere atto di una seconda dimensione dell’opera teatrale della Martelli, che è quella della presenza attiva della donna nella società del passato […].”
Angela Gorini Santoli, “Le streghe di Daria e la questione femminile. Una lettura della commedia premiata col Vallecorsi. Bella e incantatrice come Circe, buona e perversa come Medea: la «donna di Satana» della Martelli è in realtà una creatura che vuole varcare i confini dello spazio e del tempo. Il dramma ambientato in Valcamonica”, Hystrio. Rivista trimestrale di teatro e spettacolo, a. II, n. 3, 1989.

Fabrizio Rafanelli,
membro della giuria del Premio Nazionale Vallecorsi per il Teatro, XXXI Edizione, per testi inviati anonimi. Dalla relazione su Le streghe.
Link al testo

Carlo Vallauri,
“Stregoneria e drammaturgia”, Prefazione a Le streghe, Abano terme, Piovan editore, 1990.

Angela Gorini Santoli,
Le streghe di Daria e la questione femminile. Una lettura della commedia premiata col Vallecorsi. Bella e incantatrice come Circe, buona e perversa come Medea: la «donna di Satana» della Martelli è in realtà una creatura che vuole varcare i confini dello spazio e del tempo. Il dramma ambientato in Valcamonica”, Hystrio. Rivista trimestrale di teatro e spettacolo, a II, n. 3, 1989.

Gabriella Imperatori,
“Le streghe scappano dai roghi e capitano tra i banchi di scuola”, La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, 1 ottobre 1988.

Mimma De Maio,
Recensione, Forum Italicum, A journal of Italian studies, vol. 25, no. 1, spring 1991, pp. 169-171.
www.mimmademaio.com/martellistreghe.htm

Vittoria Nalin,
Intervista con Daria Martelli, “Una caccia che continua. Le Streghe al Verdi”, Il Mattino di Padova, 13 marzo 1990.

Renata Cibin,
Note di regia per l’allestimento de Le streghe, 24 febbraio 1990.
Link al testo

Grazia Lurati,
Recensione, Il foglio de il Paese delle donne, edizione milanese, a. I, n. 2, febbraio 1989.

 

I testi critici sono disponibili per la consultazione presso l’autrice.

Lettura scenica a cura di AVA, Attori Veneti Associati, regia di Renata Cibin e Roberto Milani. Rappresentata a Mirano (VE), Marcon (VE), Venezia Mestre, 1988-1989.

Lettura interpretativa a cura de “I Rabdomanti”, direzione artistica di Edoardo Noli. Rappresentata a Cesano Boscone (MI) e a Milano (1989).

Messa in scena a cura di Teatro Orazero in collaborazione con Veneto Teatro, regia di Filippo Crispo, rappresentata nelle stagioni teatrali ’89-90 e ’90-’91 a Venezia, Padova, Castelfranco Veneto (TV), Conegliano (TV), S. Donà di Piave (VE), Mirano (VE), Portogruaro (VE).

Il dramma è stato scelto in scuole medie di varie città per letture e rappresentazioni degli alunni e in scuole di teatro come testo per i corsi di recitazione.


Le streghe di Daria Martelli, Messa in scena a cura di Teatro Orazero in collaborazione con Veneto Teatro, regia di Filippo Crispo (1990).

Le streghe di Daria Martelli, Lettura interpretativa, I Rabdomanti, Milano, Teatro Filodrammatici, 19 novembre 1989.