DONNE PERDUTE

Adattamento teatrale di Lettere dalle case chiuse

Prefazione di Milvia Boselli

Introduzione dell’autrice

Note di regia di Renata Cibin

in Appendice:
Documenti

Padova, Cleup, 2012.

 

Milvia Boselli, Consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità, Comune di Padova, Prefazione a Donne perdute. Adattamento teatrale di Lettere dalle case chiuse, pp. 5-6.

“Donne perdute”, adattamento teatrale di Daria Martelli, racconta, attraverso le lettere che le donne delle “case chiuse” inviarono, all’epoca, alla senatrice Merlin, la vita all’interno delle “case”, le storie personali dietro una difficile scelta di vita, la difficoltà ad uscirne.
Molto si è scritto e si scrive sulla prostituzione, sulle “case chiuse” e sulla legge Merlin che, nel 1958, le abolì. Più efficace è certamente far parlare direttamente le donne stesse delle “case”, con le loro parole, per quanto faticose, per difficoltà espressive, ma anche per vergogna e senso del peccato, quella vergogna e quel senso del peccato che non mostravano affatto i loro clienti. Testimonianze toccanti, nella loro immediatezza e dignità, ancora attuali e capaci di contribuire al dibattito odierno sulla prostituzione e sulle richieste, che vengono da varie parti, di ripristinare le “case”. Richieste che implicano rigurgiti di cultura patriarcale e che rivelano il perdurare di una certa concezione maschile della sessualità.
L’operazione teatrale nasce a Padova, dove la memoria della senatrice Merlin è molto viva. Padova è la città dove la grande parlamentare, “madre” della Costituzione Italiana e, in particolare, dell’art.3 che sancisce la parità dei cittadini senza distinzione di sesso, visse a lungo e morì nel 1979.
Per il suo contributo all’avanzamento sociale e culturale delle donne italiane, la città ha voluto esprimere la gratitudine e il ringraziamento della comunità, ricordandola con una lapide affissa in Piazza dei Signori 44, dove la senatrice Merlin visse, l’intitolazione del giardino di via Aganoor, dietro la Basilica del Santo e la collocazione di un busto in bronzo nei Giardini dell’Arena, di fianco alla Cappella degli Scrovegni.
La legge Merlin, ancora oggi, costituisce un punto fermo nel contrasto dello sfruttamento legalizzato delle donne che si prostituiscono e nel favorire percorsi di fuoriuscita e di assistenza  e rappresenta una conquista di civiltà da mantenere.