IL GAZZETTINO, Domenica 10 gennaio 2021

Martelli, riflessioni dal palcoscenico

IL LIBRO

 

Con l’immagine, in copertina, della scenografia del suo dramma “Le streghe” sul palcoscenico del Verdi, Daria Martelli ha pubblicato il volume “Teatro. in scena per far riflettere’ (Cleup), dove raccoglie la sua produzione teatrale, dopo aver esposto, nella prima parte, le sue riflessioni sull’esperienza di autrice drammatica e la sua poetica teatrale. Ha al suo attivo anche romanzi e racconti, saggi e collaborazioni giornalistiche, pure con il Gazzettino.

All’autrice abbiamo chiesto che cosa significa per lei scrivere per il teatro.

«Il mio teatro, un teatro di parola, ha contiguità con un altro genere letterario che pratico, il romanzo, tuttavia il teatro mi offre delle diverse possibilità espressive: sintesi di spazio e di tempo, concentrazione di azione e di avvenimenti, forza metaforica e potere di simbolizzazione. Soprattutto il teatro dal vivo è un’esperienza comunitaria. Fare teatro è un’attività sociale, che coinvolge più persone con la loro presenza fisica. In questo consiste a sua vitalità e la sua attrattiva.»

Le sue pièces appartengono a un tipo di teatro che vuole far riflettere, come del resto le sue opere di narrativa e di saggistica: quali sono i rapporti tra questi generi diversi?

«Un certo teatro, che si pone sul versante opposto rispetto a quello di divertimento e di evasione, propone temi di riflessione con i suoi specifici mezzi, diversi da quelli della narrativa e della saggistica. Conta infatti sull’efficacia della parola teatrale, detta e impersonata dagli attori, e sulla sua immediatezza. Temi di riflessione sono quelli delle pièces raccolte in questo volume, come il pericoloso progresso del nostro tempo e i disastri ambientali, la secolare persecuzione di donne ritenute “streghe”, il “riflusso” che nei primi anni Ottanta del Novecento ha riguardato una generazione maschile e femminile, le vite di donne perdute nei bordelli legali aboliti dalla legge Merlin».

Secondo lei, il teatro dovrebbe entrare anche nella scuola?

«Dovrebbe trovare posto nella scuola secondaria, mentre oggi vi entra solo per iniziativa di singoli insegnanti. Ai giovani non si dovrebbe proporre solo uno studio teorico, ma anche l’esperienza diretta della drammatizzazione. Autori, registi e attori dovrebbero assumere occasionalmente un ruolo di insegnanti».

In quale delle 14 pièces si riconosce maggiormente?

«Non privilegio nessuna delle mie opere, ciascuna ha avuto una sua “necessità” creativa: anche i miei personaggi, come quelli di Pirandello, assumono una vita autonoma e pretendono di essere rappresentati sulla pagina. Quello che mi ha molto coinvolto è il dramma “Le streghe”, frutto di una ricerca condotta tra storia, antropologia e leggenda.»

Maria Pia Codato